Confermate pene detentive per i giornalisti solidali

Una corte d’appello turca ha confermato la sentenza contro diversi “caporedattori simbolici”, che nell’ambito della campagna “giornalismo di pronto intervento” hanno solidarizzato con il quotidiano filo-curdo Özgür Gündem.

Una corte d’appello turca a Istanbul ha confermato la sentenza contro diversi “caporedattori simbolici”, che nell’ambito della campagna “giornalismo di pronto intervento” avevano solidarizzato con il giornale filo-curdo Özgür Gündem. Nel procedimento davanti alla 13° corte penale, il giornalista Hüseyin Aykol a gennaio era stato condannato a tre anni e nove mesi di carcere per “propaganda per un’organizzazione”. I giornalisti e le giornaliste Ayse Düzkan, Hüseyin Bektas, Mehmet Ali Çelebi e Ragip Duran sono stati condannati rispettivamente a un anno e a sei mesi di carcere.

La sentenza non sarebbe illegittima
La corte d’appello ha deciso che la sentenza in prima istanza non sarebbe illegittima. Contro Hüseyin Aykol c’è un’altra sentenza per „offesa al capo dello Stato”. Anche in questo caso è stato presentato appello, ma considerano la condanna odierna, è prevedibile che andrà in carcere.

Turchia: il più grande carcere per giornalisti
La Turchia è considerata una delle più grandi carceri per giornalisti. Secondo dati forniti dalla piattaforma di solidarietà con i giornalisti prigionieri (Tutuklu Gazetecilerle Dayanisma Platformu, TGDP), fino alla fine di ottobre si trovavano in carcere 172 giornalisti.