Di nuovo isolamento a Imrali

I prigionieri a Imrali continuano a non poter ricevere visite di avvocati e famigliari. Una richiesta in questo senso è stata respinta dalla procura di con riferimenti a una punizione disciplinare.

Il precursore curdo Abdullah Öcalan e gli altri tre prigionieri sull’isola carcere turca di Imrali continuano a non poter ricevere visite dei loro famigliari. Una richiesta presentata venerdì da Mehmet Öcalan e dai famigliari di Hamili Yıldırım, Ömer Hayri Konar e Veysi Aktaş per un permesso di visita sull’isola carcere nel Mar di Marmara per lunedì prossimo è stata respinta dalla procura di Bursa. Anche l’avvocato Mazlum Dinç, che è anche procuratore legale di Abdullah Öcalan, non può fare uso del suo diritto di visita. Le richieste sono state respinte per presunti provvedimenti disciplinari con l’indicazione che ai condannati sarebbero state imposte „limitazioni asi sensi della legge n. 5275 per l’esecuzione di sanzioni e misure di sicurezza”.

Il fondatore del PKK Abdullah Öcalan si trova sull’isola carcere di Imrali dalla sua deportazione nel febbraio 1999 dall’ambasciata greca di Nairobi/Kenya. Per undici, l’oggi 70enne è stato l’unico prigioniero sull’isola – sorvegliato da oltre mille soldati.

Ömer Hayri Konar e Veysi Aktaş si trovano a Imrali dal marzo 2015, Hamili Yıldırım era stato trasferito sull’isola carcere circa quattro mesi dopo. Dopo anni di blocco dei contatti, le famiglie dei prigionieri di Imrali hanno potuto vedere i loro parenti il 5 giugno e il 12 agosto. La rottura delle condizioni di isolamento è stata il risultato di uno sciopero della fame durato mesi, al quale hanno preso parte migliaia di persone.

Il 7 agosto Abdullah Öcalan nell’ambito di una consultazione con la sua assistenza legale ha dichiarato ancora una volta la sua disponibilità per colloqui su una soluzione politica della questione curda. Due gironi dopo, a lui così come agli altri tre prigionieri a Imrali è stato imposto dalla procura di Bursa un divieto di visita di tre mesi. Al team di legali dei prigionieri è stato negato il diritto di presentare ricorso con questa decisione. Da allora tutte le richieste dei famigliari e degli avvocati sono state respinte.