IHD: Cosa è accaduto nel Kurdistan settentrionale in 9 mesi?

IHD ha preparato un rapporto sulle violazioni dei diritti nel Kurdistan settentrionale nei primi mesi dell’anno. Secondo il rapporto, ci sono stati un totale di 40.573 violazioni. La sezione di Diyarbakir dell’Associazione dei diritti umani (Insan Haklari Dernegi – IHD) ha annunciato il proprio rapporto nella sede dell’assoziazione sulla violazione dei diritti umani nei primi 9 mesi del 2016 nel Kurdistan settentrionale.

Il presidente di IHD Raci Bilici è intervenuto in un incontro dove è stato annunciato il rapporto. Bilici ha sottolineato che gli scontri che sono iniziati il 24 luglio 2015 continuano ancora ,e ha affermato: “Per quello che siamo stati in grado di determinare, il numero di persone che da allora ha perso la vita è maggiore di 2000.”

Bilici ha affermato che la questione curda non può essere risolta attraverso politiche governative violente e maschiliste e ha invitato entrambe le parti a dichiarare una inazione in modo che le condizioni per un negoziato possano essere raggiunte.Bilici ha chiesto anche che l’isolamento imposto al leader del popolo curdo Abdullah Öcalan venga rimosso immediatamente.

Bilici ha affermato che lo stato di emergenza e i decreti perseguitano nel complesso la società e ha protestato lo spegnimento dei canali radio e televisivi. Bilici ha elencato le seguenti richieste: “Noi chiediamo che lo stato di emergenza che ha aperto la strada a gravi violazioni dei diritti umani venga dismesso immediatamente, gli scontri cessino il prima possibile, e che le parti negozino un ritorno a un periodo di inazione e di soluzione. Auguriamo una vita piena di libertà e di dignità.”

Torture, massacri, abusi sessuali e divieti….

Il rapporto di IHD ha affermato che 756 detenuti malati, 300 di loro in condizioni critiche sono abbandonati nelle carceri.Il rapporto afferma anche che 34 donne sono state assassinate nei primi 9 mesi e 8 donne è stato affermato abbiano commesso suicidio. 9 ragazzini sono stati assassinati nello stesso periodo, 9 ragazzini sono stati portati al suicidio e altri 71 sono stati soggetti ad abusi sessuali.

Il rapporto include quanto segue:

– Un totale di 140 persone hanno perso la loro vita e 1077 persone sono rimaste ferite in esecuzioni extragiudiziali, uccise e e ferite in carcere, da attacchi di sconosciuti , uccise e ferite a causa di errori e negligenza di funzionari, da suicidi e morti sospette da parte della polizia e di membri dell’esercito, persone che sono state attaccate e persone che si trovavano coinvolte in scontri armati.

– 102 civili hanno perso la loro vita a seguito di azioni di organizzazioni e 635 sono rimasti feriti.

– 36 persone hanno perso la vita negli attacchi lungo il confine, e altri 39 sono rimasti feriti.

– 2 donne e 7 ragazzini hanno perso la loro vita in esplosioni di mine e non reclamate, 28 persone (22 ragazzini) sono rimasti feriti.

– 23 persone incluse 6 donne e i ragazzino hanno perso la loro vita in circostanze sospette, 8 persona hanno commesso suicidio in circostanze non chiare.

– 107 violazioni dei diritti si sono verificate nella regione curda a causa degli scontri

– Sulla violazione contro gli spazi di vita delle donne, 8 donne hanno commesso suicidio. 18 donne hanno perso la loro vita per violenze domestiche. 10 donne hanno perso la loro vita a causa della violenza pubblica, e ci sono complessivamente 50 violazioni dei diritti delle donne.

– Sulle violazioni contro i ragazzini, 9 ragazzini hanno commesso suicidio, 8 ragazzini hanno perso la loro vita a causa di violenza domestica e sociale e 71 ragazzini sono stati soggetti a d abuso sessuale. Ci sono stati un totale di 90 violazioni contro i ragazzi.

– Nonostante il divieto della tortura, 553 persone sono state soggette a torture e violenze nei primi 9 mesi dell’anno.

– Sulla libertà e la sicurezza personale, 5213 persone sono state poste in detenzione e 1334 persone arrestate hanno sperimentato la violazione dei diritti.

– 2591 abitazioni sono state perquisite da parte dello stato nei primi 9 mesi dell’anno, 17 persone sono state rapite da membri di organizzazione.

-Sulla violazione del pensiero e dell’espressione, 23 canali televisivi e radiofonici sono stati chiusi, e 32 siti web sono stati vietati. 4 organi dell’informazione sono stati assaliti, e 94 pubblicazioni sono state vietate e richiamate e3 attività vietate.

– 565 persone sono state indagate contro la libertà di pensiero e di espressione. Procedimenti legali sono stati intentati per 48 persone e 103 persone sanzionate.

– Sul diritto di assemblea, 35 partiti politici, 8 associazioni, 4 istituti di educazione e di cultura e 17 ONG sono state assalite. 17 associazioni e 2 istituti di educazione e di cultura sono stati chiusi a seguito di tali perquisizioni.

– Sul diritto di organizzare manifestazioni e proteste, la polizia è intervenuta in 72 manifestazioni e cortei, 34 raduni e proteste sono state vietate.

– Nei primi mesi dell’anno ci sono state 1007 violazioni dei diritti nelle carceri.

-Negli incidenti sul lavoro, 6 persone hanno perso la loro vita e altre 6 sono rimaste ferite. 907 persone sono state licenziate per ragioni diverse. 1035 lavoratori pubblici sono stati indagati e 10.448 di loro sono stati rimossi dall’incarico.

– Sulla violazione del diritto all’educazione , 27 persone nelle università sono state indagate e 105 persone hanno ricevuto penalizzazioni e 3 studenti sono stati espulsi.

– Il rapporto afferma che si sono stati designati 29 amministratori fiduciari, 90 violazioni del diritto alla salute, 131 violazioni del diritto di proprietà, 5 violazioni al diritto di rifugio e 57 altre violazioni.

– Nei primi 9 mesi del 2016 , secondo il rapporto di IHD, si sono state un totale di 40.573 violazioni dei diritti.

Stiamo protestando per la libertà di stampa

Balikçi ha dichiarato: ” Noi come giornalisti che lavoriamo negli organi di informazione chiusi e in quelli che vengono mantenuti sotto pressione, protestiamo contro il decreto che chiude i canali e che ci ha lasciati disoccupati, cancellando il nostro diritto di produrre informazione e il diritto dell’opinione pubblica di avere accesso all’informazione. Stiamo avviando un presidio di 3 giorni a Diyarbakir per difendere la libertà di stampa. Chiediamo al governo di rimuovere gli ostacoli sulla libertà di stampa”.Balikçi ha chiesto anche a tutte le persone di coscienza, i primo luogo ai giornalisti, di difendere la libertà di stampa.

Il rappresentante di Diyarbakir di Hayatin Sesi TV Cumhur Das è intervenuto dopo la dichiarazione e ha evidenziato l’anniversario della strage di Ankara del 10 ottobre, che dice è stato l’avvio dell’attuale processo. Dopo la dichiarazione dei giornalisti, i loro colleghi che stavano seguendo la protesta hanno solidarizzato mettendo le loro videocamere ed i microfoni per terra.