Uomo gravemente ferito arrestato dalla polizia

Firat Akdeniz nell’ambito delle proteste contro l’amministrazione forzata a Amed è stato arrestato e malmenato da circa trenta poliziotti. Nonostante le gravi ferite è stato portato via dall’ospedale messo sotto custodia.

Nelle manifestazioni di ieri contro la destituzione del sindaco eletto e la nomina di un amministratore coatto a Amed (Diyarbakir) il manifestante Firat Akdeniz è stato malmenato da circa trenta poliziotti e arrestato. A causa della gravità delle ferite inizialmente era stato portato in ospedale. Akdeniz per le forti percosse sulla testa ha subito una frattura cranica. Nonostante questo la sera stessa è stato riportato alla direzione di polizia e trattenuto lì nonostante la sua situazione critica.

Anche altri 29 arrestati continuano a aspettare di vedere il pubblico ministero.

Human Rights Watch: L’AKP viola i diritti degli elettori
Human Rights Watch: L’AKP viola i diritti degli elettori
21 agosto 2019

Human Rights Watch ha detto che “la destituzione da parte del Ministero degli Interni turco di tre sindaci democraticamente eletti nelle maggiori municipalità delle regioni sudorientali e orientali curde viola sfacciatamente i diritti degli elettori e sospende la democrazia locale.”Il Ministero degli Interni turco il 19 agosto ha rimosso il sindaco di Diyarbakir, Adnan Selçuk Mizrakli; il sindaco di Mardin, Ahmet Türk; e la sindaca di Van, Bedia Özgökçe Ertan.

Hugh Williamson, direttore per l’Europa e l’Asia Centrale persso Human Rights Watch, ha detto: “Il governo del Presidente Erdogan ha effettivamente cancellato i risutlati delle elezioni di marzo nelle tre maggiori città del sudest e dell’est curdo rimuovendo sindaci scelti dal voto degli elettori, tutti candidati validi, e prendendo il controllo di queste municipalità.”

Human Rights Watch ha ricordato che “La Corte Europea per i Diritti Umani ha aspramente criticato la Turchia per le sue azioni perseguendo per accuse di terrorismo prive di fondamento membri eletti del Parlamento.”

I tre sindaci destituiti il 19 agosto avevano conquistato gli incarichi nelle elezioni locali del 31 marzo scorso, Mizrakli con il 63 percento dei voti, Türk con il 56 percento, e Özgökçe Ertan con il 53 percento. È la seconda volta che sindaci eletti nella parte sudorientale del Paese vengono rimossi dall’incarico e sostituiti da persone nominate da Ankara.

Human Rights Watch ha aggiunto che queste mosse da parte del governo di Erdogan contro funzionari democraticamente eletti viola gli obblighi della Turchia ai sensi della legislazione sui diritti umani a livello internazionale e regionale.

Queste azioni violano il diritto alla partecipazione politica, il diritto a libere elezioni e il diritto alla libertà di espressione ai sensi delle convenzioni internazionali sui diritti civili e politici e della Convenzione Europea sui diritti umani.”

RETROSCENA

Nel settembre 2016 è stata modificata la legge sulle municipalità nell’ambito di un decreto dello stato di emergenza per facilitare la rimozione di sindaci accusati di legami con il terrorismo e sostituirli con i governatori delle province.

Novantaquattro sindaci del Partito Democratico delle Regioni (DBP) filo-curdo furono quindi rimossi e molti sono stati tenuti in carcere per periodi prolungati.